Ungaretti

Pur con soli due punti in tre gare, poco ci si sposta. Di posizione e di considerazioni.

Frosinone-Salernitana è questione di Stirpe. Ma non nel senso dello stadio teatro della disfida. È proprio questione di discendenza familiare, ché mentre si gioca Conte – non quello dell’Inter – prova a spiegarci come bisogna regolarsi coi nonni.

A mimare le acrobazie necessarie, al posto della solita signorina utilizzata per i non udenti, a noi tocca Giannetti che per Natale si è regalato un DVD con le acrobazie di Ibracadabra e prova ad emularlo.

Mentre sulle altre reti unificate si chiude il Natale, la macchina del Calcio continua a macinare partite per salvare il cenone dei suoi prestatori d’opera.

Perdendo dei pezzi. Per cause disciplinari – il doppioammonito Castori si accomoda in tribuna, e le sue veci le fa Bocchini – e non. 

Gli avversari, già orfani Novakovich, perdono pezzi ulteriorri mentre sono praticamente sull’autobus.

La Salernitana continua a fendere la pandemia, lunedì rigioca e speriamo bene.

Noncuranti dei moduli adottati, l’occhio guarda il campo, l’orecchio ascolta che ci schiereremo a zona. Virante dal rosso all’arancione.

La finestra del browser affiancato chiama Google alla ricerca della ricetta dello spritz.

Si impenna repentinamente la vendita dei sifoni su Amazon.

La complessa alchimia del turnover sembrerebbe determinare una svolta quando, all’improvviso, si ricongiunge la coppia titolare d’attacco Tutino-Đurić.

L’evento epocale dura minuti nove, il secondo getta la spugna.

Non è solo la caviglia, no, a gonfiarsi.

Al vertice della cadetteria, con la cifra tecnica espressa – per così dire – Frosinone e Salernitana si comportano da congiunti assembrati senza che si renda necessaria alcuna autocertificazione.

Appare evidente, evidentissimo, che difficilmente ci si schioderà dal nulla di fatto.

È quel che avviene, e il nulla di fatto vale anche per il trittico di partite definito terribile alla vigilia.

Pur con soli due punti in tre gare, poco ci si sposta. Di posizione e di considerazioni.

Prima di Natale c’è un’altra gara, ma l’orecchio teso è già chiave di volta per la malinconia.

Non la solita, non ingiustificata. E si ripescano, come profezia, i versi studiati a scuola.

Che ci sia o meno voglia, non ci saranno tuffi in gomitoli di strade.

Lo si sapeva, ma quando si avvicina la data aumenta la tristezza.

E di stanchezza sulle spalle ne abbiamo, tanta, tutti.

Quel poeta aveva parlato chiaro.E pensare che lo definivano ermetico.

FROSINONE-SALERNITANA 0-0
FROSINONE): Bardi; Salvi, Szyminski, Curado; Beghetto, Rohden, Carraro, Maiello, Zampano; Ciano (33’ st Kastanos), Parzyszek. Allenatore: Nesta.
SALERNITANA: Belec; Aya, Gyomber, Mantovani; Casasola, Kupisz (41’ st Dziczek), Di Tacchio, Capezzi (17’ st Schiavone), Lopez (41’ st Veseli); Giannetti (17’ st Tutino), Djuric (26’ st Gondo). Allenatore: Castori (squalificato), in panchina Bocchini.

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.