— Scusa? —

la Salernitana si assesta sul fondo dopo tre gare

Si sta, come sul fondo della classifica, per non morire prigionieri del passato. Lo avranno pensato i padroni di casa, lo fanno, credo, ogni volta che entrano in quello stadio, guardano la targa e pensano a chi è intitolato. Lo pensa pure, anzi lo vuole con forza un ragazzo di Boulogne-sur-Mer, che circostanze e condizione vedono seduto in panchina. Ed immagino l’emozione di Edoardo Vergani —ventenne da Segrate— nel vederselo seduto vicino.

Scartato l’involucro dello storytelling, Torino-Salernitana si rivela presto per quel che è, match di bassa classifica tra squadre inadeguate per motivi contingenti e strutturali, ancora presto per la paura di morire, sin troppo tardi per capire quale sia la verità. Come un bimbo dispettoso, i granata viaggiatori provano a fare “buh” come il fantasmino all’inizio, per poi subire una mezz’ora abbondante. L’empasse di una gara al solito bruttarella vede una parziale uscita, nella cronaca se non nel tabellino, nella sequenza ravvicinata del gol annullato ad Ansaldi, nella semicappellata del fratello di Sergej, assist trasversale per il seguente palo di Di Tacchio. Sussulto che non è risveglio, ché Belec non para il paraguaiano al tramonto di un lato “A” che porta in dote anche l’infortunio di Ruggeri. Sostituito da Ranieri dopo il tè. Comunicazione di servizio: non è la nazionale cantanti.

È un confuso annaspare l’inizio del lato “B”, certificato dalla crescente e palpabile frustrazione di Norbert Gyömbér. Nonostante la strenua resistenza offerta dal terzino tunisino che ha scelto di non giocare con la nazionale francese, l’argentino Ansaldi riesce a confezionare il settantacinquesimo cross, con Gleison Bremer da Itapitanga che va ad infoltire la schiera dei difensori goleador.

Zero in classifica, zero da perdere, c’è terra buona per l’inevitabile ardimento  di Castori che mette —inaudito— un uomo tra le linee, il ragazzo di Boulogne-sur-Mer. Che al primo giorno di scuola mette sul banco libri di testo ignoti al resto della classe. Non può bastare, è ovvio, ché l’antico guerriero dovrebbe essere aiutato prima di aiutare, ma questo è lo scenario, che serve solo ad alimentare una flebile speranza per il futuro, pur soffocata dal terzo e quarto gol degli “altri”.

Non era stata matrigna l’urna del calendario, ciò nonostante la Salernitana si assesta sul fondo dopo tre gare, salvo imbarcata del Verona  in data odierna. Costretta ad un piano di massima emergenza, sarà il caso di preoccuparsi non di “cosa” accadrà ma “come”. Prima che le televisioni mandino dei cartonati al posto dei telecronisti, prima che contro di noi schierino la Primavera.

Torino-Salernitana 4-0

Marcatori: pt. 45′ Sanabria (T); st. 20′ Bremer (T), 41′ Pobega (T), 45′ Lukic (T);

Torino : Milinkovic-Savic; Zima, Bremer, Rodriguez (st. 17′ Buongiorno); Singo, Lukic, Mandragora, Ansaldi (st. 28′ Ola Aina); Linetty (st. 28′ Pobega), Pjaca (st. 28′ Praet); Sanabria (st. 40′ Rincon). Allenatore. Juric

Salernitana : Belec: Gyomber (st. 21′ Ribery), Strandberg, Bogdan; Kechrida, M. Coulibaly (st. 40′ Schiavone), Di Tacchio, Obi (st. 12′ L. Coulibaly), Ruggeri (st. 1′ Ranieri); Bonazzoli, Simy (st. 12′ Djuric). All. Castori.

Arbitro: Aureliano di Bologna

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.