— Riflettori —

I sogni —neanche coltivati in verità— muoiono all’aba di un lato “B”.

Ottomilacentoquarantuno, li hanno contati. E qualche centinaio di metri di coda per i possessori di biglietto, li hanno sacramentati. La lunga marcia verso la serie A di Salerno è giunta ieri a destinazione. Come si può, in base ad epoca e circostanze, ma già troppo se ne è parlato.

C’è un signore col discreto palmarès che mostra non caritatevole rispetto. Nelle dichiarazioni prima della gara e —ma questa è personale fantasia—nella tonalità granata della polo, sfidando forse il regolamento. Bisognerà ricordarselo.

Colpisce, tra i tweet pre partita, quello di un giornalista nazionale che bolla come “illegale” la coppia d’attacco ObiBonazzoli. Che abbia ragione o meno, lo smentisce l’evidenza, ché il 5-4-1 si appalesa immediatamente dopo la sorpresa legata a scelte ed infortuni: è Castori a fare il turnover.

Castorizzati a non guardare più il possesso palla, callo abbondantemente fatto nel vedere avversari fino ad ieri brillanti giocare maluccio nel primo tempo, la lezione novella sta nel fatto che i corner conviene non contarli più. Come pure ci si abitua a non percepire cromaticamente l’isolata macchia granata con scritto “Bonazzoli” sul retro dibattersi e battersi nelle sporadiche sortite oltre metà campo.

Per tanto scivola, non indimenticabile, il lato “A” del match. Se ne ricorderà forse soltanto Tammy Abraham colpito da una pallonata nell’orgoglio nelle battute finali.

I sogni —neanche coltivati in verità— muoiono all’aba di un lato “B”. Permane il rispetto degli avversari. “Pellegrini” non è insulto quindi, è il nome dello schiaffo inferto. Con esibizione replicata meno di 5’ dopo. Mirabile l’azione giallorossa, di eccellente qualità i “cinesini” piazzati in area in occasione dell’esercitazione. Accade il non sorprendente, con Abraham che si regala un altro souvenir. Dolce stavolta: il primo gol italiano non lo dimenticherà. Pellegrini la apre e la chiude, per le impietose statistiche.

Tra le poche cose funzionanti, le luci dei riflettori rimandano impietosa la realtà. Due le sconfitte, due i giorni alla chiusura di mercato. Due le tasche già piene. Se abbiamo finito di ritirare targhe e flirtare con correi dirigenti federali, se abbiamo smesso di annunciare rinforzi da amiche sponde, è tempo di fare dignitosi fatti.

Salernitana-Roma 0-4

MARCATORI: 3′ st Pellegrini, 7′ st Veretout, 24′ st Arbaham, 34′ st Pellegrini

SALERNITANA (3-5-1-1): Belec; Gyomber, Aya, Jaroszynski (39′ st Schiavone); Kechrida (23′ st Zortea), M. Coulibaly, Di Tacchio, L. Coulibaly (11′ st Simy), Ruggeri; Obi; Bonazzoli (39′ st Kristoffersen). A disp.: Fiorillo, De Matteis, Capezzi, Kastanos, Iannone. Allenatore: Castori.

ROMA (4-2-3-1): Rui Patricio; Karsdorp, Mancini, Ibanez, Vina (37′ st Calafiori); Cristante, Veretout; Perez (33′ st Shomurodov), Pellegrini, Mkhitaryan (25′ st El Shaarawy); Abraham. A disp.: Fuzato, Kumbulla, Reynolds, Diawara, Villar, Bove, Zalewski, Borja Mayoral. Allenatore: Mourinho.

ARBITRO: Abisso di Palermo

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.