Filini

Il passo segnato, ma non è crisi, non ancora.

Lo sguardo è, invero, appannato dalle recenti – e non del tutto trascorse – festività.
È vero, scena già vista, ma ci si destabilizza nel vedere l’avversario in maglia verde, con Tesser in panca. È un attimo, il tempo di verificare che Di Tacchio ha il granata addosso.
Tra l’altro la tonalità della casacca avversaria ha, nella notte dell’Arechi, valenza quasi mimetica.


Al di là della carica agonistica esibita – diversa rispetto al precedente impegno col Monza, ma abituale in casa – il match non offre grandissimi spunti.
Si annoia, Antonio Rapuano da Rimini (senz’altro), sorpreso dalle dazoniane telecamere in flagranza di sbadiglio.
Sarà lui a ravvivarla, come faceva il ragionier Filini di fantozziana memoria negli eventi aziendali.
Il gioco di società si chiama #buttafuoriCapezzi.
Di sicuro se ne parlerà a lungo. Il tastierista la considera eccessiva, altri magari no, ma non conta questo.
Conta un rosso al 30’ a metà campo in casa della capolista.
Io ormai sono un residuato bellico, ricordo atteggiamenti diversi. La chiuderei qui.
Ma non la chiudono, la questione, le vicende del campo.


Ché la Salernitana ci prova pure, a tener botta. Tenuta a galla dalla capacità diversamente abile dei mimetizzanti nel gioco aereo.
Fin quando Calò – una delle rose non colte in terra stabiese, per l’altra il rimpianto è ancora più #Forte – non mette il contagiri sulla testa proprio di Barison, coprotagonista al 30’ dell’episodio decisivo.
Più o meno è lì che si compie il destino, con la squadra che si ritrova in 9, ma mai in inferiorità manifesta.
Non si capisce invero, col centrocampo già decimato e gara largamente compromessa, l’innesto del diffidato Dziczek.
Non infierisce Filini.


Ma si paga ulteriormente dazio coi rubinetti delle docce già aperti.
Per assonanza, il nome del secondo marcatore ha sapore di immeritata punizione divina.
Il passo segnato, ma non è crisi, non ancora.
Il fiato corto, sì, con il ciclo continuo e ravvicinato di partite finito malissimo.
Ci sarebbe, anzi ci sarà il mercato.
Forse non completamente inutile, come dopo l’Entella si blaterava.
Cartina di tornasole di ambizioni e verità, tutte da scrivere.
Ché non si è neanche a metà del guado.

Salernitana-Pordenone 0-2
RETI: 73′ Barison, 93′ Diaw
SALERNITANA: Belec ; Lopez , Bogdan, Gyomber  (87′ Giannetti), Casasola; Cicerelli  (78′ Gondo); Di Tacchio, Capezzi, Kupisz; Tutino  (83′ Dziczek), Djuric  (78′ Anderson ). All. Fabrizio Castori .
PORDENONE: Perisan ; Vogliacco, Barison (75′ Berra), Bassoli (46′ Camporese), Falasco ; Zammarini, Calò  (75′ Misuraca ), Rossetti (52′ Musiolik); Mallamo  (67′ Magnino ); Ciurria , Diaw. All. Attilio Tesser.
Espulsi: Capezzi, Di Tacchio

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.