Anosmia

un florilegio di rulete, scavetti e colpi di tacco avversari

È destinata comunque a far discutere, la logistica dei trasporti in casa granata. Se non l’aereo, è l’autobus trainato dal carro attrezzi a prendersi la scena.

A bordo, il neo acquisto Mamadou Coulibaly, la cui presentazione ufficiale – come da consolidata abitudine – è avvenuta in un ristorante cittadino, con lo sfondo dei compagni che sbocconcellavano qualcosa.

Ma “Never walk alone” la squadra. E neanche la società, omaggiata all’ingresso del “Castellani” da inequivocabile striscione, a dimostrare che vicende di campo e notizie di mercato non fanno passar di moda quella che è considerata questione principale.

Guidata ancora dal vice, comincia la disfida con i piedi nel presente dello scontro al vertice, lo sguardo al futuro.

Quello prossimo si presenterà ad ostacoli ché – neanche 10’ – il destino cinico e baro sottrae dalla prossima sfida due diffidati.

Baro e cinico, sempre il destino, impiega neanche 20’ per mandare sotto i granata. Nonostante la strenua resistenza opposta dalla retroguardia granata in occasione del gol di Ricci.

Ben prima del minuto 30 – nonostante rabbiosa ed orgogliosa reazione – Leo Stulac mesce sul cotto l’acqua bollente.

Neanche 1/3 di big match e ci sarebbe, dai vari monitor, sufficiente gloria per finire il salmo.

Come uno studente impreparato, la compagine granata spererebbe di esser salvata dalla campanella dell’intervallo.

Non avviene ché – neanche 40’ – bomber Mancuso pone domanda che riceve ennesima balbettante risposta.

E non finisce, non finisce questo incubo che passerà alla storia come “primo tempo di uno scontro al vertice”.

L’autore del poker abitava a 34 km. da qui.

Con siffatte premese, complice orario tardo, è pressoché inevitabile la carenza di notizie nel lato “B” del match.

Col solo La Mantia che si danna alla ricerca di un biglietto d’ingresso alla fiera del gol.

E un florilegio di rulete, scavetti e colpi di tacco avversari – inframezzati dal solito e sfortunato colpo di testa di Đurić – che certificano ancor più del risultato la distanza attuale tra le due contendenti.

Cesellato dalla manita di Olivieri.

Il complessivo 8-0 inferto dalle accreditate Monza ed Empoli è candeggina – neanche tanto diluita – che spazza l’odore di A da molti percepito alla vigilia di questa gara.

La verità – al solito – sta nel mezzo. È saggio ed equilibrato, stasera, chi non avverte odori. Anosmia, si chiama questa cosa.

E non è segno preoccupante da Covid-19 contratto, è molto più usuale.

Ed a questi andazzi si è abbondantemente vaccinati.

Empoli-Salernitana 5-0
Reti: 19′ Ricci, 27′ Stulac, 35′ Mancuso, 41′ Parisi, 87′ Olivieri
EMPOLI: Brignoli; Fiamozzi, Nikolaou, Casale, Parisi; Ricci (73′ Zurkowski), Stulac (84′ Damiani), Haas; Bajrami (65′ Moreo); La Mantia (84′ Olivieri), Mancuso (73′ Matos). Allenatore: Dionisi.
SALERNITANA: Belec; Aya, Gyombér, Veseli; Casasola, Coulibaly (81′ Iannoni), Dziczek (46′ Kupisz), Anderson (46′ Schiavone), Lopez (46′ Cicerelli); Tutino (65′ Gondo), Djuric. Allenatore: Bocchini (Castori squalificato).
Arbitro: Pairetto di Nichelino

Commenti

Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.