Ultimo

Il Ventura seduto, come un capo indiano in disarmo, che lascia il campo prima del tempo, è soltanto l’ennesimo triste film

“Oggi sono molto amareggiato. Abbiamo perso una partita a causa di errori individuali e questo non deve succedere. Eravamo partiti molto bene, poi gli errori hanno finito per condizionare la nostra prestazione… Dobbiamo crescere dal punto di vista della mentalità. Fuori casa dobbiamo assolutamente migliorare perché se vogliamo fare un campionato di vertice dobbiamo inevitabilmente invertire il trend”.

Il virgolettato non rappresenta uno scoop. Non si tratta delle dichiarazioni di mr. Ventura rubate al silenzio stampa.

Però sono state pronunciate a Cittadella, queste parole. Da Stefano Colantuono, il primo di dicembre 2018.

Vedete, in questa disgraziata città molti si auto appuntano l’aggettivo “storico” accanto al termine tifoso. Altri vantano militanza e sacrifici.

Ma non occorrono doti soprannaturali per valutare, ci vorrebbe un po’ di memoria a breve raggio.

Merce rara come i Nutella biscuits, in alcuni casi per deficit di materia prima, in altri per colluso dolo.

E comunque, destano mestizia i paralleli tracciati in occasione dell’inopinato e sciagurato svarione di Giannetti che poteva portare al 4-4.

Questa partita c’entra zero col 4-4 del 2001, presenti Zeman e Glerean. Che c’azzecca il paragone, quella fu partita di calcio.

E pure Zeman lasciò la panchina anzitempo, con la Reggina.

Ma era altra storia anche quella.

Il Ventura seduto, come un capo indiano in disarmo, che lascia il campo prima del tempo, è soltanto l’ennesimo triste film che questa volta manda in scena la parabola di un allenatore che troppo ha confidato nel suo passato, troppo ha presunto dalla sua esperienza.

Sul Ventura non incolpevole e ferito, si lanciano, oggi come ieri, i certificatori di patenti, i dispensatori di verità. Quelli che, non più tardi di tre giorni fa, celebravano il gruppo gioioso e giocoso che si dilettava col karaoke.

Nell’occasione, il colpo di mercato cantava una canzone di Ultimo.

Il riferimento, si spera, non era all’anno di carriera, per lui ed il suo mentore.

Qualcosa, di sicuro, accadrà. A chi giova l’accaduto?

Non ai tifosi, non a Ventura, non a Cerci.

Questo mi pare chiaro.

Cittadella-Salernitana 4-3 
Marcatori: 21′ Djuric (S), 29′ e 42′ Diaw (C), 31′ Benedetti (C), 70′ D’Urso (C), 78′ Giannetti (S), 81′ Kiyine (S)
Cittadella: Paleari; Ghiringhelli (72′ Mora), Adorni, Perticone, Benedetti; Vita, Iori, Branca; D’Urso (82′ Proia); Diaw, Rosafio (68′ Panico). All: Venturato.
Salernitana: Micai; Karo, Billong, Pinto (62′ Cicerelli); Lombardi, Akpa Akpro (45′ Maistro), Di Tacchio (52′ Dziczek), Kiyine, Jaroszynski; Giannetti, Djuric. All. Ventura.

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.