Tornasole

Rosso, come si delimita la zona dei playoff alti, come la cartina di tornasole quando vira all’ambiente acido.

Il disincantato popolo si pose davanti al monitor, i padiglioni auricolari ancora sanguinanti per le deflagrazioni provocate dai colpi di mercato. L’ottundimento del sensorio pare abbia provocato allucinazioni uditive.

O forse no, giungono conferme. Pare che davvero l’aggettivo “intelligente”, l’espressione “innalzato il tasso tecnico” siano state davvero utilizzate per definire una sessione di calciomercato alla fine della quale la Salernitana si ritrova con più portieri che attaccanti.

La cartina di tornasole, l’indicatore della societaria volontà ha fornito il suo responso.

Le telecamere inquadrano Castori, che aveva dichiarato di non aspettarsi niente. L’espressione dissimula abilmente la grande soddisfazione.

La bomba di mercato della sessione estiva, Gennaro Tutino, continua a rifiatare in panca. Una compensazione prolungata – 9 giorni – al netto dei 7’ disputati col Pescara. Forte il rischio di iperventilazione.

Più o meno alla prima curva, il piano tattico si infrange sugli adduttori di Emanuele Cicerelli.

Le incredule orecchie di Riza Durmisi ascoltano una frase inaudita dal 7 marzo 2020: «Vai in campo».

Giustificati quindi i crampi da emozione, confortante la reazione che permetterà di apprezzare un piede insolito per la cadetteria.

Tra non molti sussulti si scivola al lato B del match.

Nei primi 15’ tocca assistere – nella persona di Abisso Rosario – ad una triste replica.

Si rivede, infatti, la longa manus dei poteri forti, reiterato si consuma il massacro arbitrale. Dal rigore concesso con Gondo in posizione regolare, a quello negato per l’evidentissima simulazione della maglietta di Montalto.

In mezzo, la ciabattata di Milan Đurić che fallisce la rete numero cinque di stagione, la numero tre su rigore.

Il super slot del 65’ introduce l’invocata qualità: Tutino spezza il fiato, Kiyine toglie la tuta, non quella di Gucci eh.

Non ne sortisce adeguato effetto, e neppure si smuove la percentuale possesso palla, rilevante solo ai fini statistici e non foriera di preoccupazione alcuna.

Tra il potenziale secondo ed il sesto, nel posticipo la Salernitana si assesta al posto quarto.

Rosso, come si delimita la zona dei playoff alti, come la cartina di tornasole quando vira all’ambiente acido.

REGGINA-SALERNITANA 0-0
Reggina : Nicolas; Loiacono, Cionek, Stavropoulos, Liotti (91′ Dalle Mura); Bianchi, Crimi; Edera (81′ Micovschi), Folorunsho, Ménez (81′ Bellomo); Montalto (89′ Denis). Allenatore: Baroni.
Salernitana : Belec, Bogdan, Gyomber, Mantovani; Kupisz, Coulibaly (65′ Kiyine), Di Tacchio (65′ Schiavone), Capezzi, Cicerelli (16′ Durmisi); Gondo (65′ Tutino), Djuric. Allenatore: Castori.
Arbitro: Rosario Abisso di Palermo .
Note – Al 51′ Nicolas (R) para un calcio di rigore a Djuric (S).

Commenti

Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.