Sorpresona

A volte non c’è bisogno neanche di scendere in campo, lo capisci dalle conferenze stampa.

L’attesa – durante la fase uno e due – non posso dire fosse spasmodica.

La curiosità – alla ripresa – devo dire, c’è stata.

Ma dal gol di Masucci del Pisa il sentimento dominante è stato quello della malinconia evitabile.

Oddio, non è stata serata priva di emozioni. Sulla via del ritorno, il traffico all’altezza di Baronissi aveva un suo fascino.

In realtà, la cosa più eccitante che abbia vissuto dalle 21 in poi.

In serate come queste, vorrei essere uno che sa scrivere davvero.

Così fosse, potrei trasmettere al fortuito lettore il senso compiuto della desolazione.

Potrei trasmettere, a chi ha avuto la ventura – con la “v” minuscola – o la sagacia di tenersi lontano da questa roba che, per brevità e pudore, chiameremo partita di calcio, la disperata raschiatura del fondo del barile alla ricerca di qualcosa che somigli ad un’emozione.

Uno dei parametri da considerare è il seguente.

Questi anni desolati, gli ultimi, hanno scardinato un dogma sacro: quello in base al quale più vedi il pallone da tifoso, meno riesci a fare previsioni.

Da lunghissimo tempo, invece il ripetersi ciclico – meglio seriale ­– di eventi, dichiarazioni, infortuni, hanno fatto in modo che anche il meno dotato in neuroni possa prevedere, con buona approssimazione, l’esito di partite così.

A volte non c’è bisogno neanche di scendere in campo, lo capisci dalle conferenze stampa.

Ci sono le eccezioni, per carità, tra i cultori della materia.
Ma, in verità, da tempo hanno smesso di avere dignità di controparte per accomodarsi, placidamente, al rango di fenomeno folcloristico.

Accade così che la voglia matta di Gondo, la cautela nel preservare i tanti calciatori in scadenza, i rumors neanche tanto sommessi sull’affare che porterà Kumbulla a vestire i colori di casa madre e – a miserabile baluardo degli irriducibili – la scheggia di legno beccata da Đurić sull’unica palla giocabile producano la meno clamorosa delle sconfitte sul pericoloso sintetico di Chiavari.

Pericolo scampato, per fortuna, nessuno dei nostri eroi ha lasciato alcunchè di significativo su questo insidioso terreno.

Il deferente pareggio di Empoli che porta il Benevento in A, il doppio Galabinov che esalta lo Spezia, tengono i granata là dove erano.

Domani mattina Ventura ci racconterà che, se avessimo vinto, a questo punto staremmo… Esattamente dove stiamo ora. E dove, più o meno, rimarremo alla fine di questa avvincente regular season.

Da lì in poi verranno i sorpresoni, ci dicono. A meno che, pure questo ci hanno detto, non si rimontino al Crotone 8 punti in 8 partite.

Virtus Entella-Salernitana 1-0 
Marcatori: 50’ Mazzitelli
Virtus Entella: Borra; De Col, Poli, Chiosa, Sala; Mazzitelli, Paolucci, Settembrini; Schenetti (84’ Toscano); Morra (91’ Crialese), Rodriguez (77’ De Luca). All. Boscaglia.
Salernitana: Vannucchi; Aya, Billong (85′ Iannone), Jaroszynski; Kiyine (62′ Jallow), Akpa Akpro, Di Tacchio, Maistro (62′ Dziczek), Curcio (77′ Lopez); Djuric, Gondo. All. Ventura
Arbitro: Camplone di Pescara

 

 

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.