Setball

Ai sofisti decidere se pesa di più un rigore negato o un rigore fallito.

Neanche il tempo di recriminare o discutere sugli accadimenti del “Mapei” ed è già, ancora, fischio d’inizio.

E che fischio. E che inizio. Una carrambata Massimiliano Irrati che riemerge al nostro proscenio dopo dieci anni.

Certifica ulteriormente il peso di una gara che vale -si trattasse di tennis– un setball.

È là, si può toccare, la prima fila –si trattasse di Formula 1– del Gran Premio serie B.

Il bimestre Marzo-Aprile –con undici gare in cinquantacinque giorni– lascerà corto il respiro, quasi impossibile il recupero.

Di fronte non il nome ma la città.

Ché per chi pesta i tasti in questo momento, si scrive Ferrara si leggerà per sempre Federico Aldrovandi.

Arriva, a questa gara, una S.P.A.L. roboante nell’organico, in ambasce nei fatti, simbolicamente identificati dall’autobus in panne sotto il tunnel di San Demetrio.

L’odore di gloria deve esser giunto anche alle nari di Castori il Pragmatico.

Che butta dentro la supposta qualità di Sofian Kyine, chili e centimetri bosno-marchigiani.

Il gap avvilente dell’andata non c’è più, ma non basta nella fase ascendente del match, tanto che agli occhi ed ai taccuini –lo farà maggiormente in seguito– si propone un giovanotto lituano che era finito alla Sicula Leonzio ed al quale il destino ha dato un passaggio prontamente sfruttato.

Il lato B? Ah, il lato B si farà ricordare.

Ché il Pragmatico ci ripensa e pensa ancora.

Dentro Capezzi, poi Anderson. Appare, a tutti, un modo per dar sostanza ai desideri.

Con quel che c’è in dispensa, eh. Ché la campagna invernale di mercato è troppo fresca per esser rimossa.

Non se ne danno per inteso gli altri, col figlio di Aladino e co. che si scrolla parzialmente di dosso la paura.

Con la tensione di due vecchi bucanieri della panca che fa capire il momento.

Tutta preparazione per il finale pirotecnico.

Due rigori netti per i padroni di casa. Uno solo concesso. Nessuno realizzato.

È in questo drammatico decrescendo che si consuma uno psicodramma feriale.

Se di tennis parlassimo, l’avversario era finito fuori dal campo, la palla era piazzata sul diritto.

Ma –e colpevole appare la serialità, con Di Tacchio che va a fare compagnia al Đurić della Reggina, al Tutino del Vicenza- rigore fallito, setball annullato.

E stura alle polemiche, c’è da giurarci. Alle quali il pestatore di tasti assisterà con la consapevolezza che non portano e non levano punti.

Ai sofisti decidere se pesa di più un rigore negato o un rigore fallito.

E non privo di comicità sarà il filone parallelo sul potere forte brianzolo.

Non si potrà dire che dai fischietti non siano giunte chance.

Il dato –anzi i dati– sono: setball fallito, salvezza raggiunta, gruppone di testa ancora affollato.

Potrebbe finire al tiebreak.

SALERNITANA – SPAL 0-0
SALERNITANA
: Adamonis; Aya, Gyombér, Veseli; Casasola, Coulibaly (27′ st Anderson), Di Tacchio, Kiyine (1′ st Capezzi), Jaroszynski (26′ st Durmisi); Tutino (40′ st Cicerelli), Djuric (27′ st Gondo). All: Castori.
SPAL: Berisha; Okoli, Vicari, Ranieri; Sernicola, Segre, Esposito, Valoti (40′ st Di Francesco), Sala (37′ st Dickmann); Asencio, Paloschi (40′ st Murgia). All: Marino
Arbitro: Irrati di Pistoia (Rossi/Perrotti). IV uomo: Santoro di Messina.
Note: al 44′ st rigore fallito da Di Tacchio (S)

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.