Scusa

Io veramente sento il dovere di dirla, questa cosa.

Ti chiedo, mi chiedo scusa.

A te, per averti dato una veste che non ti appartiene. A me, per aver clamorosamente sbagliato bersaglio.

Parole che scappano nel brucio, come scriveva Verga. Tante te ne ho dette, e per la verità ne tengo ancora. Oggi che l’Ira è diventata una cosa diversa, una cicatrice.

Io, che non mi ricordo le ricorrenze, ogni 17 Luglio postavo la tua foto su Facebook per farti gli auguri.

E godermi i commenti sotto. Non me li godo più.

Il fatto è che ti avevo identificato, reso simbolo, latóre di un’intelligenza maligna. Che probabilmente non esiste.

Portatore (latóre non lo scrivo più, ti si dovessero cortocircuitare le sinapsi) non tanto sano di un atteggiamento tanto diffuso, non solo nel tuo mondo.

Sono più forte, tu sei più debole, voglio l’aiutino.

E se sono Juventus lo voglio contro il Verona, se sono Verona lo voglio contro la Salernitana.

Che schifo mi fa, questo domino.

Ma simbolo proprio no, non ti ci dovevo far diventare.

Avrei dovuto studiarti meglio. Capire bene il livello intellettuale di quella che chiamavi ironia. 

Io l’ho valutata come insulto etnico, altri hanno messo il giusto prezzo del cartellino. Ventimila euro, che per te erano pochi e che probabilmente non hai pagato tu.

Non credo tu sia abituato a pagare di tasca tua, se è per questo neanche a confrontarti. Neanche coi bambini di Nocera o di Varese.

No, simbolo no, non tieni né lo spessore né  il fisico.

Perché, sei ormai grandicello e lo devi sapere, tra il fascino della barba apparentemente incolta e la sciatteria ci passa un mare.

Oggi, che la tua parabola non appare in ascesa, mi sovviene del treno importante che perdesti.

Chè Aliberti, non tutti se lo ricordano, quando stavi a La Spezia ti voleva a tutti i costi.

Facevi un altro calcio, allora, diverso da quello sparagnino che fai adesso.

Avessi preso quel treno, oggi forse saresti più cristiano, e non nel senso religioso del termine.

Comunque, se riesci a rimanere in sella, a Febbraio ti saluterò meglio.

Ma non come si fa verso un simbolo, verso un nemico vero.

Come si fa verso un fenomeno folcloristico, che un po’ lo insulti un po’ lo sfotti. Più la seconda che ho scritto.

Resisti, e, oh, non farti squalificare.

Cremonese-Salernitana 0-0
Cremonese: Radunovic; Mogos, Claiton, Terranova, Renzetti (78′ Migliore); Greco; Castrovilli (90′ Kresic), Arini, Croce, Perrulli (72′ Carretta); Paulinho. All. Mandorlini.
Salernitana: Micai; Casasola, Mantovani, Schiavi, Gigliotti, Vitale; Odjer (51′ Akpa Akpro), Di Tacchio, Castiglia; Jallow (88′ Bocalon), Vuletich (66′ Djuric). All. Colantuono.
 Arbitro: Francesco Guccini di Albano Laziale
 Ammoniti: 18′ Odjer (S), 53′ Di Tacchio (S), 90’+4 Gigliotti (S)
Espulso: 90’+5′ Schiavi (S)

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.