Per il resto

L’agitato nervosismo appartenga a chi ha paura di perdere un consolidato privilegio.

Sì, Brescia-Salernitana ha avuto effettivamente luogo.

E si potrebbe dire: dove sta la notizia? La notizia c’è, è l’unica cosa sulla quale non sia pervenuta – negli ultimi giorni ­– una smentita ufficiale.

Si è giocato, quindi, con i sogni di iterativa fuga corroborati dalle recenti prestazioni. Ci dicono.

Con fiducia non inficiata dalla conta dei rispettivi assenti, dal loro peso specifico.

E certezze non scalfite dalla scaramanzia, ché di trasferta si trattava e – ancorché diversa la disposizione sulle maglie – i colori nemici erano il bianco e l’azzurro.

Il riferimento – a scanso di equivoci – è alla Spal.

Né tampoco generava sospetto l’effetto allenatore nuovo, anche perché ad oggi è il quarto che si siede sulla bollente panca celliniana.

Qualcosa, però, ha destabilizzato e la Salernitana ha fatto tardi all’appuntamento.

Sbucando timidamente dagli spogliatoi dopo oltre 20’, durante i quali le rondinelle – divorando tanto – avevano fatto due gol.

L’incursione breve nel match sposta di poco tabellino e ago della bilancia.

Si benedice, questo sì, l’assenza del VAR in cadetteria che rimette temporaneamente in discussione il match, si annota – dal 66’ – il curioso duello di Aya vs. Aye.

Si archivia il tutto con la terza marcatura di Thor il vichingo, al secolo Birkir Bjarnason.

Altrove bisogna cercare l’analisi tattica, le considerazioni sulla valenza della rosa e sullo stato di forma di una squadra che fino a poche ore fa era cinica e tremendamente efficace.

Non qui, per manifesta incapacità. E per militanza antica di guardone, che ricorda a sé stesso che le fasi cicliche sono la norma in questo campionato.

Non uguali per tutti, ma con casistica piuttosto consolidata per questi colori. Che, dopo la decima, di solito accusano flessione.

Di solito, perché se una rondine non fa primavera – anche a Brescia – una sconfitta non fa crisi.

E la vetta della classifica ha ancora un gradito padrone.

Nessun allarme, tutto regolare.

Nessun presupposto per inchieste e processi.

L’agitato nervosismo appartenga a chi ha paura di perdere un consolidato privilegio.

L’outsider sta facendo più del suo. Per il resto bisogna attendere.

Brescia-Salernitana 3-1
RETI: 3′ pt Van de Looi (B), 21′ pt Spalek (B), 43′ st rig. Tutino (S), 31′ st Bjarnason (B)
BRESCIA: Jororen; Sabelli, Chancellor, Mateju, Martella (45′ st Verzeni); Dessena (32′ st Labojko), Van de Looi, Jagiello6 (24′ st Mangraviti); Spalek 6,5 (24′ st Ayè), Torregrossa, Ragusa (24′ st Bjarnason). Allenatore: Dionigi
SALERNITANA: Belec; Bogdan (25′ st Lopez), Gyomber, Aya; Kupisz, Dziczek, Di Tacchio (25′ st Capezzi), Cicerelli (1′ st Anderson), Casasola (42′ st Antonucci); Tutino (42′ st Giannetti), Djuric.
ARBITRO: Aureliano di Bologna

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.