Palindroma

Con rimpianto, i tremila bassotti vedono, al triplice fischio, materializzarsi il suddetto muro.

Si legge uguale, anche da destra, la data di questo derby. Zerodue zerodue venti venti.

E qualche bello spirito, sulla strada che portava al “Vigorito”, mi ha ricordato un’altra data palindroma della storia recente.

Undici zerodue duezero undici: l’annuncio ufficiale di Joseph Cala.

Meglio scacciare il pensiero, e godersi questo bel colpo d’occhio delle due vicendevolmente rispettose tifoserie.

Meglio scacciarne un altro di pensiero, anzi di fantasiosa immagine che mi attraversa.

Quella di gente simile a noi, che sta al di là di un muro neanche tanto invisibile.

Un muro tirato su grazie anche a silenziosi operai,coperto, in corso d’opera, da una coltre di silenzio e bugie.

Gli stessi operai hanno consentito che la parola “succursale” si trasformasse da insulto sanguinoso in illazione prima, in banale dato di fatto poi.

Muro invisibile a parte, nel lato A non c’è tanta differenza, tra le due.

È quanto meritavano i tremila bassotti di altezza inferiore ai 150 cm. (così ci avete definiti) venuti qui, sparsi dovunque dopo una caccia al biglietto degna del luminoso passato. Diciottomila erano, all’andata.

E se il campo è stato tenuto benissimo, ad esempio, dal palindromo di giornata, Aya, o da un imperiale Akpa, nulla faceva presagire lo scenario dell’8’ quando i bassotti dal lato sbagliato del muro hanno visto, a distanza, la rete giallorossa che si gonfiava.

Sempre alla capa gloriosa dello scrivente, si è materializzato il remake di Germania Ovest-DDR dei mondiali del ‘74, quando Sparwasser fece saltare il banco.

Peccato che al solido, ma spumeggiante come una Coca-Cola sfiatata, Benevento di Inzaghi i remake non piacciano.

Con rimpianto, i tremila bassotti vedono, al triplice fischio, materializzarsi il suddetto muro.

Non se ne curano, impegnati come sono a ringraziare chi ha tenuto alto, altissimo, il nome di Salerno.

In un abbraccio che esclude, giustamente, i padroni del vapore.

Ai quali dedico, in palindroma giornata, la palindroma frase:

”IN AMOR IO DIFFIDO I ROMANI”

Benevento-Salernitana 1-1 
Marcatori: 53′ Djuric (S), 65′ Sau (B)
Benevento: Montipò; Maggio, Volta, Caldirola, Letizia; Hetemaj, Schiattarella, Viola (64′ Improta); Kragl (19′ Insigne), Sau (78′ Moncini); Coda. All. Inzaghi.
Salernitana: Micai; Aya, Migliorini, Jaroszynski; Lombardi (84′ W. Lopez), Akpa Akpro, Dziczek, Maistro, Kiyine (76′ Cicerelli); Gondo (72′ Giannetti), Djuric. All. Ventura.
Espulsi: 94′ Improta (B)

 

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.