Onore e qualifica

Insopportabili sono i professionisti dell’informazione che, a differenza di gente come il dichiarato dilettante scrivente, con questo strano mestiere mettono il piatto a tavola

Il minitorneo delle notti magiche non delude le attese.

Ché se al Tombolato il 2 non esiste, il #SALCIT regala sempre gol a grappoli.

Come l’anno scorso, è la Salernitana a raccogliere. Con gli stessi gol, pensa te.

Raggiunta la quota dei 50 punti, che è sempre una pietra miliare, non quella della salvezza raggiunta tanto tempo fa.

È tutto quel che c’è da sapere o dire, più o meno, sulla gara di stasera.

Con le prossime quattro gare a delineare la posizione in regular season.

Poca la sorpresa, la curiosità che va altrove.

Precisamente a quel che si dirà dopo questa gara.

E verificare se, quarantotto ore dopo, solo quarantotto ore dopo, muteranno i giudizi.

Su Ventura, ad esempio.

Ma prima di Ventura bisognerebbe parlare dei giudizi e di chi li formula.

Vedete, non è un patentino o un tesserino che dispensa competenza. E pertanto, in quello che è – se pure decaduto – lo sport nazionale, il giudizio può venire da chiunque.

E, come spesso avviene, la ragione calcistica è bimba capricciosa, che cambia dimora quasi sempre.

Altro è il giudizio su quanto avviene fuori dal campo.

Sulle vicende quasi quinquennali che riguardano la squadra cittadina.
I dati sono lì, difficile parlare di interpretazione. Ma anche quella è consentita – pur discutibile ­– se trova spazio in cuori disinteressati, ed espressa con argomenti pregnanti.

L’importante è non perdere di vista che se, ad esempio, si entra dalla porta di servizio dei playoff, ciò sta a significare che in trenttotto partite sei arrivato ottavo su venti, e che solo in questo circo mediatico che si chiama calcio italiano tale evento riveste particolare merito.

Come pure è vero, mister Ventura, che se ai playoff si va, lo si fa per vincere, non per regalare un’emozione.

Quella sta bene nelle canzoni de “I ricchi e poveri”.

Ma insomma, se la pietanza è quella, si può sopportare anche l’odore di olio rancido.

Cosa è, invece, insopportabile?
Insopportabili sono i professionisti dell’informazione che, a differenza di gente come il dichiarato dilettante scrivente, con questo strano mestiere mettono il piatto a tavola.

Da questa ben identificata (talvolta anche dall’autorità giudiziaria) schiera attendi analisi, argomenti appunto.

Non la discesa in campo tra le capere, il “dagli al gufo”, il riferimento alle prèfiche (in proposito, suggerirei prudenza, ché le signore in questione sono prezzolate), il “vincere per i detrattori”.

Onore (se l’onore ha ancora significato) non reca ad una professione che a Salerno ha visto in campo gli Onorato Volzone, i Gigi Amaturo e tanti altri.

Qualifica, io credo.
E chiedo scusa se, stavolta, l’ironia la lascio a casa.

Salernitana-Cittadella 4-1 
Marcatori: 14′ Gondo (S), 32′ e 63′ Lombardi (S), 37′ Gargiulo (C), 85′ Kiyine (S)
Salernitana: Micai; Aya, Migliorini, Heurtaux; Cicerelli (86′ Galeotafiore), Akpa Akpro (86′ Capezzi), Di Tacchio, Curcio; Lombardi (82′ Djuric), Maistro (68′ Kiyine); Gondo. All. Ventura.
Cittadella: Paleari; Mora (57′ Proia), Frare, Camigliano, Rizzo; Vita (82′ Stanco), Pavan, Gargiulo (64’ Branca); Panico (64′ Rosafio); Diaw, De Marchi (45′ Luppi). All. Venturato.

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.