Normale

La rivoluzione se la sono (ve la siete, non so) sognata.

Va in scena, nella notte dell’Arechi, la cerimonia inaugurale della Rivoluzione.
Una Rivoluzione particolare, come sempre da queste parti.
Particolare il Líder Máximo, ché (se lo lasci dire da uno non più giovane come lo scrivente) a più di 70 anni, con un anno di contratto ed il blazer blu Gianpiero Ventura del Masaniello ha ben poco.
Eppure è sua la rivoluzione, fatta di conferenze stampa aperte, di ricerca del gioco rasoterra, di gerarchie ben definite dentro e fuori dal campo.
Una normalità esplosiva, denominata “fare calcio”, deflagrata in una landa che viene da lunghissimi anni di “non calcio”.
Una rivoluzione pure verbale, servita con toni lievi, suadenti, da una non impercettibile cadenza ligure.
Nel segno di questa strana sovversione, per vedere mantenuta una promessa in verità mai fatta, l’Arechi è tornato a riempirsi. Pieno ma quasi timoroso di incitare.
Troppo stupore, forse, per quel punteggio pieno.
O vivo il ricordo per gli sganassoni presi l’anno scorso dagli avversari di giornata.
Già, gli avversari. Che solo a vedere il loro coach ti viene in mente quella canzoncina: “Ad averci i soldi di Inzaghi/ad averci i soldi di Pippo gol”.
Ecco, io i soldi non li invidio a Pippo o ad altri, come i capelli (vero, Gianpiero?) ma le scelte che il suo organico consente, quelle sì. DA MORIRE.
Che poi, si sa, trattandosi di sfera tonda, potevi sempre sperare.
Ma normale è stata la partita, normali le scelte, normale l’esito.
A capo, quindi. In fondo è quel che accade quasi sempre nella vita. Dieta, rivoluzione, tutte le azioni decisive, si rimandano a data da destinarsi.
Io però ho scritto, convinto, una cosa. La rivoluzione se la sono (ve la siete, non so) sognata.
La Salernitana è una squadra normale. Che non è una cosa brutta, anzi: è una bella novità.
Dove si collocherà questa “normalità”? Presto per dirlo, ma soprattutto dipenderà.
Non da una squadra che, ancora una volta, si è scelto di non completare, ma dalla somma algebrica di tante normalità o mediocrità. Quelle delle altre squadre.
E del resto per i processi non c’è ragione e neanche tempo.
Il campionato, da ora in poi, correrà veloce.

Salernitana-Benevento 0-2 
Marcatori: 61′ Viola, 65′ Sau
Salernitana : Micai; Karo (58′ Kalombo), Migliorini, Jaroszynski; Cicerelli, Odjer (71′ Maistro), Di Tacchio, Firenze, Kiyine; Jallow (71′ Cerci), Giannetti. All. Ventura
Benevento : Montipò; Maggio, Volta, Caldirola, Letizia; Insigne R. (75′ Improta), Hetemaj, Viola (93′ Del Pinto), Tello; Coda, Sau. All. Inzaghi.
Arbitro: Abbattista di Molfetta

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.