Mise en place

Il palo ferma Sciaudone, la Salernitana si ferma da sola

Ancorché umidiccio per l’abbondante pioggia caduta in mattinata, il prato verde dell’Arechi assomigliava ad una tovaglia, lo stadio ad una tavola apparecchiata, ché prima del kick off  Rigoberto Rivas e Riad Bajic –rispettivamente dal “Granillo” e dal “Del Duca”– avevano marcato per loro ed i padroni di casa. Corsia di sorpasso libera, quindi, la prima fila della griglia disponibile, la promozione diretta ad un passo.

È Salernitana-Cosenza partita come le altre? No, non lo è.

E quando anche non ci fosse la storia, recente e remota, a raccontarlo, basterebbero i numerosi volti dalle maglie scambiate.

Tanti gli ex, infatti. Uno in particolare si “rompe” nel riscaldamento costringendo un po’ tutti a modificare i piani in corsa.

Ci sono anche i diversamente ex.
Lo è, certamente, Jeremy Uche Mbakogu per Fabrizio Castori.
Sette anni fa, a Carpi, con quindici gol fu il suo Tutino.

Allora l’italo-nigeriano aveva ventuno anni. Oggi ne ha ventotto, come il suo coetaneo ventiquattrenne Joseph Minala.

«Non ce la faccio, troppi ricordi», come Giovanni in “Tre uomini e una gamba”. Jerry si commuove, guadagnando la doccia dopo 30 minuti.

Non esattamente un buon affare, considerato che lascia strada al veloce Carretta.

Un viandante occasionale avrebbe tratto motivi di preoccupazione dal primo tempo della Salernitana, avaro di conclusioni a rete, con la palla migliore capitata su capoccia silana, quella di Gliozzi nella fattispecie.

Ma non i teleguardoni abituali, adusi a lati A del match di siffatta foggia, tra le mura domestiche soprattutto.

Bon. Alla ripresa, appena all’inizio della ripresa, il sig. Manuel Volpi procede a solare espulsione nei confronti del sig. Petrucci Davide.

Cosenza in dieci, e contestuale apertura di nuovo fascicolo. Credo, almeno.

L’invocata –nelle gare precedenti– fantasia al potere viene elargita a piene mani da mr. Castori.

Magari troppa, tutta in una volta, con la caduta sotto il fuoco amico di Capezzi, ancora tra i migliori.

Ma insomma, ci si attendeva voracità dai subentrati commensali.

La “mise en place” lo lasciava presagire.

Invece, a momenti, un indimenticabile disimpegno di Coulibaly rischiava di passare alla storia.

Innescando un altro ex, quello che voleva bene a Pestrin.

Fermato dal palo, per fortuna.

Al resto ci pensa la Salernitana, che si ferma da sola.

Mettendo addosso il minimo sindacale dei brividi alla retroguardia calabrese.

Ancora una volta -e qua torniamo alla consolidata tradizione– nonostante ci fossero tutte le condizioni, l’allungo, il passo decisivo in avanti, non si verifica.

Resta comunque imbandita una tavola che non vale la pena di disfare.

Tra otto giorni ci si siederà di nuovo, il tempo di una capatina in Veneto.

SALERNITANA-COSENZA 0-0
SALERNITANA
: Belec; Bogdan, Gyombér, Veseli; Kupisz (84′ Anderson), Coulibaly (83′ Durmisi), Di Tacchio, Capezzi (45′ Kiyine), Jaroszynski (59′ Cicerelli); Tutino (83′ Gondo), Djuric. All: Castori
COSENZA: Falcone; Ingrosso, Antzoulas, Legittimo; Gerbo (81′ Corsi), Petrucci, Sciaudone, Crecco; Tremolada (51′ Kone); Mbakogu (30′ Carretta), Gliozzi. All: Occhiuzzi
Arbitro: Volpi di Arezzo
Note: Ammoniti: Kiyine (S), Gerbo, Crecco (C); Espulso: Petrucci (C)

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.