Matrix

È la sindrome dell’arto fantasma, la sensazione anomala di persistenza di un arto dopo la sua amputazione o dopo che questo sia diventato insensibile.

Cosa ci separa dalla sfilata coi clacson?

Spiego. Salernitana imbattuta dopo tre giornate, la vetta della classifica, il colpo di mercato (Gennaro Tutino) è giovane ed ha fatto tre gol in tre partite.

Cosa vi manca, che andate trovando, perché, nel tratto di strada che connette l’Arechi a villa San Sebastiano, non si vede un tappeto di petali di rose ad accompagnare il co-patron?

Eppur la squadra è cazzuta (aggettivo designato e prontamente e con solerzia riproposto).

Cosa separa, quindi, la massa dei tifosi dalla violazione delle governative prescrizioni, dagli assembramenti?

La distanza, ecco cosa, la distanza.

Non il rispetto delle norme. Absit iniuria verbis, non ci sarebbe stata ordinanza capace di contenere l’entusiasmo.  Né lanciafiamme capaci di arginare.

È l’epoca, signori, il momento.

Ché come in un romanzo di Asimov, come in un film di Ridley Scott, amplificato dal ricordo recente, l’entusiasmo si contiene.

Non per prudenza, no, ma per contezza.

È la sindrome dell’arto fantasma, la sensazione anomala di persistenza di un arto dopo la sua amputazione o dopo che questo sia diventato insensibile.

Non rassicurano, non tranquillizzano, i volti dei medici, le loro rassicurazioni.

Il contratto, emotivo, fondato sulla fiducia è inevitabilmente rotto.

La precarietà del tempo presente, come in una sceneggiatura ben riuscita, disegna un ideale scenario.

La pandemia da Covid è la metafora ideale della vita quotidiana del tifoso granata.

Prigioniero delle norme, sottoposto a regole assurde assurdamente gestite, negato al confronto, minacciato se agli insulti risponde, dovrebbe farsi scaldare il cuore da un pokerissimo, da un doppio Kupisz, da un doppio Tutino?

C’è stato un tempo nel quale anche questo poco bastava. È passato.

Ora le cose di campo rappresentano una pausa breve, non più apostrofo rosa tra le parole “T’amo” , ma punto esclamativo a chiosa della parola “Basta”.

Il resto è matrice virtuale, realtà parallela.

Come in un film.

Salernitana – Pisa 4-1

Marcatori: 26′ Tutino (S), 57′ Kupisz (S), 63′ Tutino (S), 71′ Kupisz (S), 82′ Marconi (P) rig.

Salernitana: Belec; Lopez, Aya, Gyomber, Casasola; Capezzi (46′ Schiavone); Di Tacchio; Cicerelli (78′ Antonucci), Tutino (78′ Anderson), Lombardi (46′ Kupisz); Djuric (85′ Giannetti). All. Castori
Pisa: Perilli; Lisi (81′ Meroni), Benedetti, Caracciolo, Belli (54′ Birindelli); Mazzitelli, De Vitis (61′ Sibilli), Gucher; Siega (54′ Soddimo); Masucci (61′ Palombi), Marconi. All. D’Angelo

Arbitro Daniele Ghersini

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.