Malapianta

In nome di questa stortura si è voluto chiudere gli occhi. Sulle norme, sugli infiniti progetti tecnici senza capo né coda, sull’evidente pressappochismo.

Il pallone, questo lo sanno tutti, nasce come il più semplice dei giochi.

Lo rende complicato, a volte drammatico come questa sera, la debolezza dell’animo umano, l’interesse personale, l’opportunismo.

Ha radici, il gioco del calcio, trova la sua essenza, nella passione popolare.

Si gioca per soldi, e parlo di calciatori professionisti, ma lo stipendio, il “mesone” non è tutto.

Altrimenti parleremmo di bottoni, di conserve di pomodoro.

Qui la “merce” è diversa.

E la qualità, il risultato, dipendono da molti fattori.

La motivazione, innanzitutto. Che non nasce “a chiamata”. Non nel giro di una settimana.

Si nutre di affetto reciproco, cresce durante gli allenamenti, esplode nella gara settimanale.

Niente di tutto questo è avvenuto negli ultimi quattro anni, nella mia disgraziata città.

Che va sul banco degli imputati, in ogni singola componente, nessuno escluso.

Si è lasciato dilapidare un patrimonio inestimabile. Quello di una tifoseria che, per numeri e intensità, faceva la voce grossa a livello nazionale, dava del “tu” a realtà metropolitane. 

Tutto distrutto. In nome di cosa? 

Io credo che tanti, dopo due fallimenti, guardandosi intorno nel difficile mondo reale, abbiano cercato di cambiare il naturale ordine delle cose.

Un tempo la squadra che tu tifavi era lo sfogo alle delusioni quotidiane, la possibilità di sognare orizzonti preclusi nella vita di tutti i giorni.

Adesso, a Salerno, si ambiva al posto fisso, alla sicurezza.

In nome di questa stortura si è voluto chiudere gli occhi. Sulle norme, sugli infiniti progetti tecnici senza capo né coda, sull’evidente pressappochismo.

Di più, ci si è fatti insultare in mille modi diversi, chinando il capo, o protestando debolmente.

Ci si è piegati.

Ognuno, nel proprio intimo, ne conosce i motivi.

Inutile, stupido, rinvangarli stasera.

Ma la squadra inerme, debole, senza animosità, scesa stasera in campo è figlia di tutti. Di chi ha agito male o in malafede, di chi ha avallato,  di chi ha taciuto o debolmente protestato.

Restano una o tre partite. Sarà quel che deve essere.

Di certo stasera fallisce l’idea di multiproprietà, di chi ha immaginato che potesse attecchire senza conseguenze su questo, un tempo, fertile terreno.

Salernitana-Cosenza 1-2 
Marcatori: 44’ Garritano (C), 63’ Rosina (S), 90’ Palmiero (C)
Salernitana : Micai; Mantovani, Schiavi (89’ Jallow), Lopez; Casasola, Minala (82’ Akpa Akpro), Di Tacchio, Memolla (45’ Mazzarani); Rosina; Djuric, Calaiò. All: Gregucci
Cosenza: Sarracco; Capela, Schetino, Legittimo (52’ Dermaku); Bittante, Bruccini, Palmiero, Trovato (45’ Embalo), D’Orazio; Garritano, Tutino(66’ Sciaudone). All: Braglia
Arbitro: Guccini di Albano Laziale

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.