Lo scenario

Di pazienza non ne serve più tanta, trentadue giorni di regular season più il resto.

Si poteva scegliere di stare lo stesso a casa. Scegliere, appunto. Anche per questo, la collocazione di questa partita ha un che di risarcimento, ponte sospeso tra vacanze troppo brevi e il pensiero del da farsi all’indomani. In verità, di risarcimenti gastronomici si è fatto uso ed abuso, e per questo la distinta che perviene viene accolta con sospetto, come se i fumi dell’alcol e dell’altro avessero ottenebrato la coscienza.

È tutto vero, invece, e lo starting eleven ha un che di popolare, ché più o meno questa era la formazione che più o meno tutti invocavano. Diversamente da quanto messo in opera ieri dal giovane Sinner a Miami, la Salernitana va dentro così, matematicamente salva —eh sì— a servire non per il match ma per la discreta ipoteca di un playoff ai piani alti. Ché il 21° di Coda —al netto dei positivi toscani— ha allontanato nel pomeriggio il bersaglio grosso della promozione diretta. Si inizia col menare le danze con modi spicci, il che determina due espulsioni temporanee, quella di Brighenti che evidenzia la consistenza del tuppo di Veseli, e quella di Coulibaly. Pesante e definitiva, quest’ultima, con Capezzi che va dentro e la partita che si ridisegna. Anche tatticamente, con la squadra che —quasi sul filo di lana del torneo— assurge all’inenarrabile vetta del 45% possesso palla. Non la sblocca perché Kiyine e Tutino negli sprazzi mostrati predicano nel deserto. Pregevole peraltro il coccodrillo dell’italo-belga-marocchino, a testimonianza di un ritrovato spirito di sacrificio.

Sempre a proposito di 45, questa insolita partita vede dentro Cicerelli subito dopo l’intervallo. Lì dove si assiste all’ossessione per la costruzione dal basso di una squadra che sta al tredicesimo posto. Beati loro, che devo dire. La capitalizzazione del minutaggio non tarda ad arrivare, ché Cicerelli al 54’ (figura invertita di 45 per gli amanti del giuoco del lotto) si inventa un gol di quelli che —in un’altra vita, in un altro calcio— mettevano il prefisso “euro” nella descrizione. Come spesso accade, un lampo è sufficiente a garantire la seconda vittoria interna consecutiva.

La semi ipoteca, sui playoff alti, appare quindi oggettiva. Anche perché sabato si renderà visita all’ultimissima del mazzo, ampiamente retrocessa. In caso di varie ed eventuali positive si delineerebbe uno sfavillante scenario.

La promozione in A, infatti, porterebbe con sé l’alienazione pressoché immediata di questa proprietà, il pagamento del premio produzione —così recentemente definito— ed il non irrilevante riscatto obbligato di Gennaro Tutino alla cifra di 5 milioni di euro.

Di pazienza non ne serve più tanta, trentadue giorni di regular season più il resto. Passano veloci.

Salernitana-Frosinone 1-0
Marcatore: 9’ st Cicerelli
SALERNITANA: Belec; Veseli, Gyomber, Mantovani (1’ st Jaroszynski); Kupisz, Kiyine (26’ st Djuric), Di Tacchio, Coulibaly (18’ pt Capezzi), Casasola; Anderson (1’ st Cicerelli), Tutino (36’ st Schiavone). Allenatore: Castori.
FROSINONE: Bardi; Brighenti (40’ st D’Elia), Szyminski, Capuano, Zampano; Gori (13’ st Rohden), Carraro, M. Vitale (1’ st Ciano); Brignola (32’ st Parzyszek), Novakovich (13’ st Iemmello), Kastanos. Allenatore: Grosso.


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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.