Lindbergh

Ci sarà poi, lo scrivente compreso, chi non volerà stasera, stante l’orizzonte offuscato da una questione multiproprietà detestabile e detestata.

“Difficile non è partire contro il vento

Ma casomai senza un saluto.”

Mi suonano in testa le note di Fossati, del suo “Lindbergh”, guardando questa partita campata per aria.

Ché di volo si parla, in questo Chievo-Salernitana cominciata senza un saluto.

Di una tifoseria largamente – per entità ed intensità di sentimento esausta.

Non è bastato maramaldeggiare, in semiclandestinità, su Fischnaller e soci nell’infrasettimanale di Coppa.

Riottosa al decollo, appariva, questa squadra tanto che neanche il volo charter appositamente predisposto – non per rinfacciare, ma è trapelato persino il costo di euro ventimila dalla cortina di solito impenetrabile delle info societarie – si è mostrato collaborante.

E riottoso al decollo è apparso, al 24’, Vid Belec.

Air Slovenia doveva alzarsi di poco, meno di un drone giocattolo, ma è rimasto a terra.

Ancorché gratificato dall’improvvida etichetta di “leader” dall’opinionista di DAZN, grazie a lui la compagine granata si è trovata sotto.

Ma, transitando per il pareggio di Tutino, il match ha dimostrato che il passaggio dall’ancorché al sennonché, nel calcio, può essere breve e repentino.

Dotato da Madre Natura di significativa rampa di lancio, la compagnia aerea bosniaca, nelle spoglie non mentite di Milan Đurić, si è graziosamente prestata al decollo.

Con le originali vesti di un tuppo rivestito da turbante di garza, una sorta di sintesi stilistica tra i calciatori anni 40 e i nostri giorni.

Sbancata quindi, dopo un secolo, la terra dei – anche loro non volanti mussi, la vittoria della Salernitana, il primo posto estemporaneo in classifica, aumentano ancor di più il traffico aereo.

Ci saranno i voli di chi chiede, per abitudine o convinzione, il ritorno alla centralità del campo, alle questioni di un calciomercato estivo (!?)  ai titoli di coda.

Quelli di chi intravede, per speranza o cognizione, i prodromi di una – ufficialmente smentita – svolta societaria.

Voli giusti o pindarici? Lo stato dell’arte non consente sbilanciamenti.

Ci sarà poi, lo scrivente compreso, chi non volerà stasera, stante l’orizzonte offuscato da una questione multiproprietà detestabile e detestata.

Del resto è trasmessa ed imparata lezione, quella delle solide realtà.

Non se ne dolga il docente.
Chievo Verona – Salernitana 1-2 

Marcatori: 24′ Mogos, 33′ Tutino, 64′ Djuric.

Chievo Verona: Seculin; Mogos, Leverbe, Rigioni, Renzetti; Bertagnoli (45′, Canotto), Obi, Palmiero (76′, Zuelli); Garritano (76′, Morsay); Fabbro (76′, Pucciarelli), Djordjevic (67′ De Luca).

Salernitana: Belec; Casasola, Aya, Gyomber, Lopez; Kupisz (87′, Curcio), Schiavone (56′, Capezzi), Di Tacchio, Cicerelli (80′, Veseli); Djuric (80′, Gondo), Tutino (87′, Lombardi).

Arbitro: Luca Massimi.
Ammoniti: Mogos, Lopez, Rigione, Aya.
Espulsi: Obi

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.