Libera

Lo vedi quel non più giovane signore che combatte col caldo, sbircia DAZN perché a pochi metri, dopotutto, in linea d’aria si giocava una partita, sgranchisce le arrugginite membra ad alzare il pugno contro un cielo maledetto?
Quel signore sono io.

Non farò come fanno i politici quando stimano la folla dopo i raduni, chè a seconda di opportunità ed opportunismo gonfiano e sgonfiano.
Quanti eravamo, fuori? Più che abbastanza. Quanti dentro? Ah dai “dentro” dobbiamo trarre la migliore lezione di giornata, chè nella fretta di tamponare l’emorragia abbiamo saputo, finalmente, quanta gente non paga allo Stadio. Tanta, oh. Noi paganti ce lo ricorderemo.

Ora ci starebbe bene un’epica descrizione. In questo caso dovete voltare pagina.
Non c’era, tra la gente rimasta fuori dallo Stadio, il sacro Furore, l’Ira.
C’era una consapevole rabbia e comprensibile stanchezza per una situazione che, agli occhi dei più, era da lungo tempo assai più solare del Sole di questo Sabato Pomeriggio. E senso di Liberazione. Non da una Proprietà ormai invisa ai più. Quella non sarà, prevedo, né rapida né indolore.

La Liberazione che dico io è altra.
Per lungo tempo è sembrato che i cori ed i coretti ascoltati oggi, i nomi finalmente pronunciati a lungo e per intero esistessero soltanto sui social network.
Una Grande Bugia raccontata e fatta raccontare da altoparlanti residenti (questa la cosa più triste).
Non era vero, semplicemente. La Verità, educata e silenziosa, è stata cacciata fuori dalle mura di questo Stadio semplicemente perché i decibel della convenienza erano sguaiati e rumorosi.

Ma quegli slogan, quei nomi, esistono e si pronunciano per la stragrande maggioranza di tutta quella gente perbene che si è macchiata di alcune infamie che non hanno diritto di residenza in questo triste mondo.
Quali? Hanno amato la Salernitana di amore grande e disinteressato, hanno pagato regolarmente, chiedevano di festeggiare degnamente un anniversario importante.
Valori troppo semplici ed indegni? Io non lo credo.

Io non so se il 30 Marzo passerà alla Storia. So che è servito, finalmente. A contare e “pesare” le componenti, tutte le singole componenti che ruotano intorno al rettangolo verde dove Salernitana e Venezia si sono divise la posta.
Noi siamo, in quantità strabordante, di più.
Noi chi? Non cercate sigle. Non le troverete. Quando parlate di Noi, dite: “la gente semplice che la vuole Libera”.

SALERNITANA-VENEZIA 1-1 

Marcatori: 10’ pt  Bocalon (V), 35’ st Djuric (S)

SALERNITANA: Micai; Pucino, Migliorini, Gigliotti, Lopez (1’ st Rosina); Casasola, Akpa Akpro, Di Tacchio, D.Anderson; Mazzarani (11’ st A.Anderson); Djuric.  All. Angelo Gregucci

VENEZIA: Vicario; Modolo, Coppolaro, Cernuto; Lombardi, Segre, Bentivoglio(5’ st Schiavone), St Clair, Bruscagin (40’ st Garofalo); Di Mariano (28’ st Rossi); Bocalon.  All. Serse Cosmi

Arbitro: Piscopo di Imperia

Spettatori: 1912 (compresi i biglietti omaggio e gli Under 14) di cui 153 da Venezia. Abbonati presenti: 292 su 4085

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.