L’asticella

Imboccata, allo “Zini” di Cremona, una strada senza ritorno.

Non è Genova, all’ombra della Lanterna, ma Cremona, all’ombra del Torrazzo. Ma è comunque con la faccia un po’ così che si guardava a questa partita. Il motivo? Presto detto. Cremona per noi, fino al tempo presente, è stata sempre terra arida. Lo sa pure Castori che magari non sarà fan di Conte –il cantautore, a scanso di equivoci– ma annusa, e si muove circospetto. Che poi sarebbe il marchio di fabbrica della ditta, che si candida ad esser premiata.

E si nega persino alla moda sanremese, non ascoltando le sirene di quel bravo giovane –Folcast– che esorta nella sua canzone a scoprirsi.

Ché lo starting eleven enuncia l’esclusione del goleador principe, quel Gennaro Tutino che da solo ha messo dentro il doppio dei palloni dei titolari Gondo & Đurić, quest’ultimo sconosciuto ai tabellini nel corrente anno solare.

Ma se il calcio è terra di paradosso –e lo è, assolutamente– la richiesta di una vittoria trova esaudimento da questo attacco “spuntato”, la Salernitana –che per numero di reti segnate è da centroclassifica– si consacra corsara per la quinta volta.

E il dibattito sull’importanza del fattore campo in tempo di pandemia è sterile. Non solo sugli spalti si trova il fattore in questione.

E quindi, accade che proprio il bosniaco timbri il primo cartellino del 2021, di testa come quasi sempre –lo sanno tutti tranne il pacchetto difensivo grigiorosso– e insieme ai suoi compagni mette la gara nell’abbattitore, ché praticamente poco accadrà nella lunga parte rimanente del match ben diretto –l’evento è rimarchevole– da Illuzzi di Molfetta.

Che ne deriva da quanto accaduto? Prima di tutto la certificazione di una Sorpresa con l’iniziale maiuscola.

Nessuno avrebbe mai immaginato Fabrizio Castori da Sanseverino Marche nel ruolo di testimonial principe di Claudio Lotito.

Eppure è lui, sì, quello delle solide realtà.

Matematicamente salva dopo la gara con la Spal, la vittoria di Cremona porta –con nove punti di vantaggio ad undici partite dalla fine– la Salernitana nei playoff, al riparo da scongiuri, fattori imponderabili, meteoriti eccetera…

Basterà a far digerire il suo calcio speculativo?

Tutta la vita, se l’asticella, ufficialmente alzata, verrà scavalcata.

Ché non la sola promozione è in palio.

Si tratterebbe di Liberazione vera e propria, storica e non solo a Salerno ma per tutto il calcio italiano.

Se disgraziatamente non accadesse, i soli calciatori ed il tecnico verrebbero ringraziati.

Poco sostenibile, invece, sarebbe l’ulteriore permanenza delle altre componenti.

Imboccata, allo “Zini” di Cremona, una strada senza ritorno.

Per copatron, management, quadri dirigenziali fino al team manager.

Chiamati, costretti a vincere per levare le tende. Uno strano film dal finale incerto, e tutto da vivere.

Cremonese-Salernitana 0-1
Marcatore
: 14’ Djuric (S)
CREMONESE: Carnesecchi; Zortea, Bianchetti, Ravanelli, Valeri; Valzania (58’ Nardi), Castagnetti; Baez (46’ Gaetano), Gustafson (86’ Ceravolo), Buonaiuto (58’ Colombo); Ciofani (82’ Celar). All. Pecchia
SALERNITANA: Belec; Aya (80’ Bogdan), Gyomber, Veseli; Jaroszynski, Coulibaly, Di Tacchio, Capezzi (69’ Schiavone), Kupisz; Gondo (80’ Anderson), Djuric (69’ Kristoffersen). All. Castori
ARBITRO: Illuzzi di Molfetta (Ba)

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.