La cozza

SEI CONTENTO?” Come no. Contentone. Chè il ciclo terribile è alle spalle. E, ad un punto a partita, la categoria è bella che conservata. E gli stipendi continuano ad arrivare puntuali. Come i treni quando c’era lui. La potremmo, io credo, anche chiudere qui. Con questa bella Primavera che invita alle gite nel fine settimana. Ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa. 

La splendida cornice di pubblico, in uno stadio vuoto. Nessun sospetto, nessun pensiero retroattivo su quanto eravamo illusi prima, su quanto siamo diventati realisti, al limite del cinismo, adesso.

CHE COSA STRANA, signora mia, che cosa strana, veramente. Annoverare un risultato positivo in quel di Bari. Dove ci hanno imparato che bisogna pagare dazio, per tradizione e rispettosa osservanza delle stesse.

Manco si giocasse al Santiago Bernabeu, allo Juventus Stadium.

LA DIMENSIONE, la dimensione quieta di una consolidata gerarchia della controtendenza. Chè nella settimana dove ci hanno sbattuto, per l’ennesima volta, in faccia la pochezza dell’italico pallone, a queste periferiche latitudini ci si accontenta di sedersi a questa povera mensa.

Felici di una salvezza probabile, del bilancio equilibrato nell’Infront derby.

Di un limbo. Di un oblio. Dove il trascorrere del tempo ha trasformato una bugia in solida realtà. Dimenticando, senza dolore, il programma triennale sbandierato. Pronti ad accogliere, con entusiasmo, la decorrenza dei termini che vuole la Salernitana del Centenario protagonista a forza.

PRONTI A FARE SÌ CON LA TESTA, quando Enzo Tamborra di Sky ci preannuncia che l’ingresso di Rosina porterà un pizzico di fantasia al match. E a nessuno che venga in mente che in queste prestazioni, in questi quadriennali, sta la radice vera dei nostri problemi.

È indolore, questo Bari-Salernitana. La lunga, quieta, volata finale prende le mosse da qui.

LENTAMENTE, e silenziosamente, si chiuderanno le finestre con vista playoff, sbandierate da una bastarda razza traditrice.

Come turisti catapultati dal Nord Italia, assistiamo felici a questa tappa ulteriore. Colorata, folcloristica, tutto sommato non dolorosa.

Graniticamente sicuri che questa cozza appena sgusciata in quel di Bari non ci farà male al pancino.

Che non abbia sapore di mare è questione del tutto secondaria.

giodoc per “Le Cronache” – 8  Aprile 2018

Bari – Salernitana 1-1

BARI (4-3-3): Micai; Sabelli, Marrone, Gyomber, Balkovec; Iocolano, Basha, Henderson (40′ st. Floro Flores); Improta, Nenè (25′ st. Busellato), Cissé. A disposizione: De Lucia, D’Elia, Petriccione, Kozak, Galano, Brienza, Anderson, Cassani, Tello, Empereur Allenatore: Grosso.

SALERNITANA (4-3-3): Radunovic; Casasola, Tuia, Monaco, Vitale; Minala, Signorelli (1 st. Rosina), Odjer; Di Roberto (1′ st. Rossi), Palombi (st. 37′ Schiavi), Kiyine. A disposizione: Adamonis, Russo, Bernardini, Mantovani, Zito, Della Rocca, Ricci, Sprocati, Popescu Allenatore: Colantuono.

Reti: 21′ pt. Henderson, 13′ st. Casasola

Ammonizioni: 32′ pt. Gyomber, 42′ pt. Odyer, 17′ st. Vitale, 22′ st. Iocolano

Arbitro: Di Martino

Stadio: San Nicola

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.

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