Il ritorno di Ferrier

Io non credo alle compensazioni, al fatto che il Tempo restituisca.
E quindi le parate di Micai non restituiscono la rete sciupata da Ragusa (oggi dall’altra parte) sette anni fa.
Quell’impresa, forse ugualmente inutile ma straordinaria, non trova giustizia nella vittoria di oggi.

C’è altro però, per me, in questo Salernitana-Verona. Che va molto più dietro del ricordo al quale si fermano molti, l’esultanza a pugni chiusi di Mandorlini sotto la Nord.

E, così come non credo alle compensazioni, non credo che il Tempo possa cancellare.
Al massimo, rende più sbiaditi i colori.

Vedete, io quando parlo e scrivo sono fastidioso. Soprattutto perché non ho debiti di riconoscenza. Quindi doppiamente fastidioso. Pure oggi, se vogliamo fare una rapida incursione sulle cose di campo, di Trionfo non parlerei, quanto di una partita sporca, sofferta e meritatamente vinta.

Ma non mi riferisco a quello, quanto al fastidio che genero quando entro a piedi uniti su di Loro, sul loro modo di tifare.
Non capisci la goliardia, mi dicono. È vero, non la capisco.
A parte il fatto che il tempo è passato pure per Loro, in peggio.
Hanno fatto un tifo migliore quelli del Padova, ad esempio, all’Arechi.

No, non la capisco, la goliardia. E del fantoccio del negro appeso sulla Curva loro ancora mi ricordo.
Quel negro aveva un nome, è transitato pure da Salerno, e anzi un coro (quello sì, goliardico) inneggiava a quella meteora calcistica. Ricordate?

“Ooooooh tornerà Ferrier/tornerà Ferrier tornerà Ferrier/me l’ha detto a me!!”

È tornato oggi, Ferrier, sotto le mentite spoglie di Lamin Jallow.
Si è tolto il cappio dalla gola e, atterrando verso il suolo dell’Arechi, l’ha messa dentro.
Assist di Casasola, voi questo avete visto.
Mah, secondo me il cross l’ha fatto Agostino. Il “Bang bang, Di Bartolomei” nella curva dell’Olimpico pure lo tenevo segnato.
E i cori su Morosini a Livorno, gli aeroplanini di carta (per Superga) contro il Torino.

Lo so, ho ottima memoria, pure questo infastidisce.

Ma che volete, senza restituire niente a nessuno, senza voler inutilmente infierire su una tifoseria oggi piatta e normale che sopravvive solo nei ricordi, questa vittoria mi dà gusto.

E il Tempo, quello breve, qualcosa mi restituirà.

È tornato Ferrier, ben ritrovato Andrea.

SALERNITANA – HELLAS VERONA 1-0

Salernitana: Micai; Mantovani, Schiavi (4′ st Migliorini), Gigliotti; Casasola, Odjer, Di Tacchio, Castiglia, Vitale; Djuric (11′ st Vuletich), Jallow (31′ st Bocalon). In panchina: Vannucchi, Pucino, Palumbo, Mazzarani, Akpa Akpro, Bellomo, A. Anderson, Orlando. Allenatore: Colantuono.

Verona: Silvestri; Crescenzi, Caracciolo, Marrone, Balkovec; Dawidowicz, Colombatto (13′ st Zaccagni), Henderson (40′ st Pazzini); Matos, Tupta, Cissè (13′ st Laribi). In panchina: Ferrari, Tozzo, Eguelfi, Gustafson, Ragusa, Lee, Calvano, Kumbulla, Empereur. Allenatore: Grosso.

Arbitro: Aureliano di Bologna.

Rete: 23′ st Jallow (S)

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.