Il nome del vento

La Salernitana (due punti nelle ultime tre, una media salvezza) pesca un jolly inatteso.

Nessuno ha visto soffiare la bora, a Trieste, stasera.

Eppure qualche vento doveva pur soffiare, senza nome ma di discreta potenza.

Un vento che scompiglia, innanzitutto, lo “starting eleven”, sorprendente oltre le ragioni del turnover.

Si pensi, ad esempio, all’avvicendamento tra i pali, con Micai in panca dopo 76 partite giocate, una saltata per infortunio, sopravvissuto persino all’aggressione dell’anno scorso, alla crisi di Venezia.
Nessun antidoto per correggere la glicemia, stasera.

E doveva essere un vento ad ampio raggio, capace di annichilire l’Empoli che 72 ore prima aveva spadroneggiato all’Arechi.

Sì, non appare neanche più strano che si parli non di una partita secca, ma di un’unica enorme partita.

Inevitabile che tensione e livello tecnico non eccelso, diciamo così, rendano l’attesa davanti agli schermi, nella notte dall’afa senza requie, qualcosa di molto simile all’agonia.

Non una quieta agonia, ché ai rigori fischiati nel lato A fanno da contraltare quelli negati (almeno uno netto) nella ripresa.

Ripresa, ho scritto? No, non c’è ripresa. Si continua a giocare, con una forza fisica che non c’è più. E manca ancora la coda.

Già, la coda. La coda dei paradossi.

Il piede fuori per la classifica, due piedi dentro per il calendario.

Ché la Salernitana (due punti nelle ultime tre, una media salvezza) pesca un jolly inatteso.

Sa che, vincendo, entrerà nei playoff.

Giocarsela fino all’ultimo, senza guardare in casa di altri.

Il valore, il peso specifico di questa compagine, all’interno di questo scompaginato torneo, è esattamente questo.

Ma questo interesserà poco agli osservatori a vario titolo interessati che, a seconda dell’esito, sgonfieranno o gonfieranno, dipingeranno con magnifici colori od a tinte fosche quello che, ad onestamente guardare, è invece un dato essenziale.

Un dato, un numero, una sentenza inutile.

Venerdì notte conosceremo il nome del vento. Questo solo conta.

Pordenone-Salernitana 1-1 
Marcatori: 18′ Burrai (P), 26′ Di Tacchio (S)
Pordenone: Di Gregorio; Almici, Barison, Bassoli (67′ Camporese), Gasbarro (54′ Semenzato); Misuraca, Burrai, Pobega (84′ Mazzocco); Gavazzi (84′ Tremolada); Ciurria, Bocalon (55′ Candellone). All. Tesser.
Salernitana: Micai; Aya, Heurtaux, Jaroszynski; Cicerelli, Capezzi (82′ Akpa-Akpro), Dzidczek, Di Tacchio, Curcio; Gondo (88′ Đurić), Giannetti. All. Ventura.
Arbitro: Pezzuto di Lecce

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.