Il grande ex

Bene per la somma che fa il totale, male per l’amaro in bocca.

È un peccato che al copatron Lotito verrà raccontata solo con un resoconto telefonico, la cazzimmosa prova della Salernitana.

Difficile immaginare che, in quei minuti, l’attenzione del senatore in pectore non fosse calamitata dal ritorno in Champions della Lazio dopo 12 anni.

Quisquilia, fa parte dei falsi problemi della multiproprietà.

Disfida tra motori, questa di martedì notte, tra gli avversari che notoriamente vanno a Diesel. Più sprint i nostri.

E se le tendenze rimangono tali per essere confermate, è vero anche il contrario, sono lì per essere invertite.

Nell’efficacia complessiva – i granata eseguono bene il pur scarno spartito – certo, ma anche nella direzione arbitrale, uno dei grandi veli del recente passato.

Lorenzo Illuzzi, infatti, la arbitra benissimo. Con vertice raggiunto al 25’, nell’area degli altri.

Che proietta, attraverso la scarpa di Milan Đurić, la Salernitana al massimo risultato della gestione capitolina, alla fuga. Immortalata da solerti screenshot.

Buona per enfatizzare paragoni già spuntati fuori dopo la gara col Pisa.

Tutino come Di Vaio, Belec come Boschin, Djuric come Pisano, Lombardi (purtroppo) come Gagliano. Quest’ultimo costringe Cicerelli agli straordinari.

E di fronte, in quel momento, non sembrava esserci granchè.
Con la vecchia rosa mai colta di Marotta, con la rosa recentemente estirpata di Jallow, evanescente nella sua prova ed a tratti indistinguibile – agli occhi dei supporters granata – da Vandeputte. Non servono spiegazioni tattiche, in merito.

A non farsi mettere in riga ci pensa Rigoni.

E da lì in poi è match castoriano, aggettivo che, di questi tempi, oscilla tra l’irricevibile alla vista ed il sostanzioso alla calcolatrice delle somme.

Anche se a ricacciar via la squadra dall’Olimpo ci pensano Gargiulo e Mancuso, non si sposta lo “0” dalla casella delle sconfite, e neanche quello della porta inviolata in trasferta, almeno da 19 gare a questa parte.

Pari e patta, con gli ex (Jallow, Nalini, Tutino ed il non pervenuto Bogdan) che non fanno male.
C’è un ex però, a poco più di 500 km di distanza, che fa malissimo.
Il non più disperato (ipse dixit parlando del recente passato e della Lazio lontana) Akpa Akpro bagna con una rete al Borussia Dortmund il primo gettone tra i grandi d’Europa.

Bene per la somma che fa il totale, male per l’amaro in bocca.

È il destino ambivalente della dependance, signori.

Vicenza-Salernitana 1-1
marcatori: 25′ Djuric (S)(R), 43′ Rigoni
VICENZA: Grandi – Bruscagin, Padella, Cappelletti, Beruatto – Vandeputte, Rigoni, Pontisso, Dalmonte – Jallow, Marotta. all.: Di Carlo
SALERNITANA: Belec – Casasola, Aya, Gyömbér, López – Kupisz, Schiavone, Di Tacchio, Lombardi – Djuric, Tutino. all.: Castori

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.