Il giorno di Aldo e Peppino

9 Maggio 1978

Il giorno di Aldo e Peppino era il 9 Maggio di quaranta anni fa, ed io tenevo una coscienza civile.

Ne sono certo, anche se avevo tredici anni.

Ecco, vi dispiace se parliamo un poco di me, nel 1978?

Non è per nostalgia, è per capire che cosa è successo. Solo a me?

No perché devo capire questa macchina del Tempo quando e perché si è scassata.

Vorrei farlo senza cedere alla tentazione di “Ai miei tempi…”

Innanzitutto, il 1978 fu un anno formidabile. E io facevo la terza media.

E tornavo tardi a casa la sera, senza troppo bordello.

Nel 1978, Pinochet si impadronì ufficialmente di un Cile che già da cinque anni stava sotto la sua dittatura.

E io, in terza media, feci la tesina di storia e geografia su Allende e sul Cile.

Ma non era una cosa troppo strana al tempo.

Lo diceva la TV, lo scrivevano i giornali. Sì, i giornali.

A Giugno, si giocarono i Mondiali.

E l’Italia partecipava. Forse l’Italia più bella vista ai Mondiali. E forse lo dico per educazione.

Imparai, nell’occasione, che la capitale argentina si poteva pure dire Baires, che lì faceva freddo, ed alle partite dell’Italia ci stava Iva Zanicchi ad assistere, in tounèe in Argentina e con il naso originale per il quale era conosciuta come “Aquila di Ligonchio”.

 

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Ma non divoravo solo il Guerin Sportivo”. Leggevo pure di Videla, della dittatura.

Lo scrivevano i giornali. Sì, i giornali.

E comunque, prima di questo, il 9 Maggio trovarono i cadaveri di Aldo e Peppino.

Solo che di Aldo sapevamo tutto. Di Peppino no. Avremmo imparato dopo.

Io mi ricordo che tenevo tredici anni, una coscienza civile.

Che dicevano che in Italia l’informazione non era libera, e i giornali scrivevano tutto.

Che Pertini, eletto al sedicesimo scrutinio, era un Presidente eletto male.

Che dell’Italia del 1978 scrissero: “Primi a partire, primi a tornare”. E invece quel Mondiale lo dovevamo vincere noi.

Che di Moro si sapeva tutto, e di Peppino niente.

Mi guardo adesso, che coscienza civile non ne tengo quasi più.

Che se mio figlio a 19 anni fa tardi la sera esco pazzo e non lo devo neanche dire.

Che non penso si possa fare una tesina comunista ad un esame di terza media.

Mi guardo e lo scrivo sui social, della mia coscienza, di quanto sono maturato, di come si è evoluto il Mondo intorno a me.

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giodoc
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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.