Il Fulcro

È inutile a discutere, quando si gioca lì si respira sempre aria di battaglia. Rimarcata pure da gigantografie e murales che evocano fantasmi non solo loro. Lo si capisce pure dal record di spettatori.

Ciò detto, la notizia è che Gregucci tiene un paio di occhiali nuovo, e scova l’Anderson piccolino nel bagagliaio dell’autobus, lì dove Colantuono lo aveva lasciato. Buttato dentro con una temperatura credo a lui ignota, sbattuto in mezzo a quella banda di nobiluomini che per brevità chiameremo centrocampo del Cosenza, il ragazzino verrà letteralmente stalkerato nel lato A del match. Si vendicherà a 70’ su Palmiero prima di farsi la doccia.

Si scivola via tra sussulti di vario tipo, tra i quali si segnalano i lineamenti di Mungo ingentiliti dal cerotto, Migliorini che imposta la manovra, l’esilarante grafica di DAZN che conta sei (sic) tiri in porta dei granata.

Gregucci, ad un certo punto, si leva gli occhiali. Si riprende con le proteste per un presunto fallo di mano. Non saprei dire, in quel momento lo streaming era in vacanza.

Succede che al 73’ va dentro l’enfant du pays e quasi la buttiamo dentro. Quasi. Chè, dopo un trailer incoraggiante, l’area di rigore loro non la vedremo più. E per fortuna loro avevano solo Baclet.

Insomma, tre sono solo i gradi della temperatura del “San Vito – Marulla”, non i punti che nessuno prenderà. Nell’unico pareggio di stasera.

Prima dell’ultima ci ritroviamo al centro preciso di questo torneo dispari, fulcro di un torneo che non sa ancora dove andare. Speriamo di saperlo noi.

Cosenza-Salernitana 0-0
Cosenza
: Perina; Idda, Dermaku, Legittimo; Corsi, Mungo (64′ Garritano), Palmiero Bruccini, D’Orazio; Tutino (79′ Baez), Maniero (64′ Baclet). All. Braglia.

Salernitana: Micai; Gigliotti, Mantovani, Migliorini; Pucino, Akpa Akpro, Di Tacchio, A. Anderson (74′ Rosina), Vitale; Jallow (88′ D. Anderson), Djuric (82′ Bocalon). All. Gregucci. 
Arbitro: Marinelli di Tivoli

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.