Colombo

Il fatto (illazione secondo i benpensanti), maestro, è che lei non sembra raccontare tutta la verità.

527 anni fa, un concittadino dell’attuale allenatore della Salernitana si presentò agli indigeni delle Americhe.

Prese terra e ricchezze in cambio di vetrini colorati.

Io non c’ero, ma posso immaginare che li conquistò con qualche battuta, promise che avrebbe messo basi per un solido futuro (di chi, anche allora, non lo precisò), si accattivò la simpatia dei locali.

Non parlò, mi pare, di giustizia, riscatto, liberazione.

Non suoni irridente, oggi, il paragone.

Son tifoso, con buona pace dei benpensanti, e trovo insopportabile perdere un derby in questo modo.

Oscillo, in questi casi, tra il veleno e l’ironia.

Il fatto (illazione secondo i benpensanti), maestro, è che lei non sembra raccontare tutta la verità.

Almeno così pare a me, sarà che sono indigeno e stavo qui prima di lei.

Glielo dico io che film abbiamo visto oggi al “Menti”. Il remake di “Tre uomini e una gamba”, abbiamo visto.

Tre uomini, a tenersi bassi, quelli che mancano, dall’inizio, a questa squadra.

La gamba è quella, lei ci dice, che solo adesso, a fine novembre, il figliuol prodigo sta recuperando.

Io credo che questo lei lo sappia. Oppure no, forse sbaglio io.

Ma, vede, non sono io a dover sopportare il peso di un passato recente da far dimenticare. È lei.

A lei il suo datore di lavoro ha fatto sapere che l’obbiettivo finale si chiama serie A.

E, come il suo antenato, è navigante troppo esperto per non capire che queste righe non sono critica ma speranza.

Come tanti hanno fatto, io non mi fido di lei come attore di questo sconquassato mondo del pallone. Mi fido di lei come persona.

Il bivio è chiaro: o la verità la racconto io o abita da un’altra parte. E non usiamo il trito cliché
che vuole la verità residente sempre nel mezzo.

Se ho torto, non resta che smentire coi risultati e vincere il campionato come il suo datore di lavoro, certamente, vuole.

Se sono nel vero, se non è previsto che si vada da alcuna parte, racconti le cose come stanno.

Prima di ingrossare le fila dei Torrente, dei Sannino, dei Bollini, dei Colantuono, dei Gregucci.

La sua storia racconta altro, non resta che esserne all’altezza.

Juve Stabia-Salernitana 2-0 
Marcatori: 7′ Cissé, 95′ Canotto
Juve Stabia: Russo; Vitiello, Tonucci, Troest (26′ Allievi), Germoni; Calò, Calvano; Bifulco (71′ Elia), Di Gennaro, Canotto; Cissé (58′ Rossi). All. Caserta.

Salernitana: Micai; Karo, Migliorini, Jaroszynski; Lombardi (66′ Cicerelli), Akpa Akpro, Di Tacchio (82′ Djuric), Kiyine (71′ Maistro), Lopez; Jallow, Giannetti. All. Ventura.
Arbitro: Pezzuto di Lecce
Espulsi: 84′ Migliorini (S)

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.