CHARLES

Jà, Bentivoglio. Senza riferimento al n°7 neroverde. Il riferimento è alla location.

Perché hai voglia a smanettare sui comandi della Tv a regolare il colore. Da quelle parti i colori sono sempre smorti. Con un’unica folgorante eccezione. Ma anche i colori di quella storia passata sono ormai vintage, conviene non tirarla più fuori.

Venezia resta il prototipo di quelle città che: – è bella ma non so se ci vivrei -.

Per vedere il pallone no di sicuro.

Hai voglia a pompare l’evento con tutti gli spot possibili ed immaginabili.

La classifica, gli ex buttati da ambo i lati, l’uomo Ragno di su, il ritorno del Doge di giù, dalla valle dell’Irno alla Laguna per Citro. Tanti, troppi gli spunti per il trailer di questa gara.

Poi comincia il film e ti rendi conto.

L’ormai abituale scatola di sardine color granata sulla sinistra. Il nome della città ospitante ben visibile sulla tribuna di fronte, con l’enormità di quel VENEZIA a lettere bianche che fa ben capire come ormai questa roba sia diventata per pochi intimi.

Poi, il poco o nulla di una gara che poteva segnare l’ingresso in zona A per direttissima e che invece si è trascinata alla velocità di Djuric.

Tanto che quando DAZN si è imballato per un paio di minuti quasi non me ne sono accorto, il pallone stava sempre lì.

La diresti, a leggere questa nota, una partita da 0-0. E lo è stata. Per tutti, chiaramente.

Solo che, come spesso accade, qualcuno non viene avvisato, e cambia la storia.

All’appello degli avvisati mancavano la traversa loro, il non irreprensibile Micai, e il Domizzi Maurizio. 

Che ricorderà a lungo questo match, non tanto per il gol decisivo, quanto per l’abilità di farsi ciaccare due volte in viso. È lui che, con orgoglio, può ben dire di averla vinta ai punti.

“Que c’est triste Venise”, è una retrospettiva su Charles Aznavour, uno dei miei preferiti,  questo #VENSAL.

E, appunto, “Si cercano parole, che nessuno dirà”. Le cercheremo, forse, a casa nostra.

Dove stanno per accendere cuori e limoni. Una retrospettiva anche quella. 

Dedicata ad Antonio Polese, pare.

Venezia – Salernitana: 1-0
Marcatori:  31’Domizzi (V)
Venezia: Vicario; Zampano, Modolo, Domizzi, Bruscagin; Suciu, Bentivoglio; Falzerano, Citro (72’Segre), Di Mariano (88’St Clair); Litteri (59’Vrioni). Allenatore: Zenga

Salernitana): Micai; Mantovani, Schiavi, Casasola; D. Anderson (75’Jallow), Di Gennaro (45’Odjer), Di Tacchio, Palumbo (61’A. Anderson), Vitale;  Djuric, Bocalon.  Allenatore: Colantuono
Arbitro: Minelli di Varese

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.