A cosa?

la Salernitana esce dal campo con la stessa classifica con la quale era entrata

In un tempo più antico e meno prosaico –lontano dai flussi del web e della banda larga– avrei potuto scrivere che la notizia la porta il vento. Che non avrebbe comunque fatto un viaggio lungo.

A meno di 60 chilometri, infatti, e sempre in terra veneta il rigore di Massimo Coda lancia un segnale difficile da ignorare.

Da seconda che era la Salernitana scende in campo al quarto posto.

Da molto più lontano giungono forse alle orecchie di Castori gli “oooh!” di stupore da Salerno, alla lettura delle formazioni. Tutino fuori dallo starting eleven, non per la prima volta.

Di soli mormorii si tratta, ché dopo tutto a Cremona aveva avuto ragione.

È sfida d’alta classifica, tra pianeti diversi. Tra calciatori che magari l’anno prima manco sapevi dove stavano e calciatori che, se bravi, intuisci dove staranno l’anno dopo.

Tra Fabiani e Marchetti, tra Castori e Venturato, tra costruzioni ossessive dal basso e ed il “mantra” delle seconde palle.

Proprio vero che il calcio è galassia sterminata.

Priva –almeno nel lato “A” del match– di stelle luminose. Ché la sensazione di una partita tatticamente ben giocata si sgonfia come un soufflé mal riuscito quando cerchi di ricordare quante occasioni da rete hai visto.

Uno dice, per 10 € al mese non puoi chiedere di più.

Tutto scritto? Quando mai. Ché nel lato “B”, pronti via e ci si sorprende. Jaroszyński smarca il compagno con un colpo di tacco, Milan Đurić fa quasi gol col piede, mancava solo una rabona di Gyömbér e DAZN avrebbe triplicato il canone.

Ci si accontenta, speranzosi, della mezz’ora concessa a Gennaro Tutino.

Non indimenticabile, restano più negli occhi i dribbling di Anderson –non disgiunti dal rischio espulsione– ininfluente invece lo scambio di tralicci.

Si annotano i brividi finali provocati dai padroni di casa. 

Ma non muta -grazie al palo- la consonante iniziale, evolvendosi in bestemmia.

Proia non la butta dentro.

Null’altro, ché la Salernitana esce dal campo con la stessa classifica con la quale era entrata.

Abbandonando i sogni del primo posto, e –temporaneamente– anche la serie A diretta.

La sottovalutata guerra degli otto giorni iniziata col Cosenza e che finirà col Brescia segna il dodicesimo pareggio stagionale, la sesta clean sheet, il decimo risultato utile consecutivo.

Basterà? Per rispondere alla domanda bisognerebbe capire “a cosa”.

CITTADELLA-SALERNITANA 0-0
CITTADELLA
: Kastrati; Ghringhelli (45′ Benedetti), Camigliano, Adorni, Donnarumma; Proia, Iori, D’Urso; Baldini (69′ Rosafio), Gargiulo; Ogunseye.  All: Venturato.
SALERNITANA: Belec; Bogdan, Gyombér, Veseli; Casasola, Coulibaly, Di Tacchio, Capezzi (74′ Anderson), Jaroszynski (74′ Durmisi); Gondo (61′ Tutino), Djuric (82′ Kristoffersen). All: Castori

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Medico, socialmente attonito e disadattato. Osservatore non distaccato. Settario.